E tu conosci quali sono le trattenute in busta paga?

Last Updated: 5 Maggio 2025

“Ma dove sono finiti tutti i miei soldi?!” – è la domanda che ti sarai fatto almeno una volta guardando la differenza tra lo stipendio promesso nel contratto e quello che effettivamente ti arriva sul conto.

Le famigerate “trattenute” in busta paga: quel meccanismo invisibile che trasforma il tuo lordo in netto e che fa sparire una bella fetta del tuo stipendio ogni mese. 

L’altro giorno, chiacchierando con un’amica, ho realizzato quanto questo tema sia avvolto nel mistero per molti lavoratori. Ho immediatamente pensato a te e alla comunità de “Lo Sportello del Dipendente”.

Ti sei mai fermato a chiederti dove finiscono veramente tutti quei soldi “trattenuti”? E soprattutto, perché te li tolgono? Oggi finalmente facciamo luce su questo enigma e ti svelo tutti i segreti delle trattenute in busta paga!

 

I tre protagonisti delle trattenute

 1. La contribuzione previdenziale: il tuo salvadanaio per il futuro

La prima trattenuta che incontriamo è quella dei contributi INPS. Pensa a questi come a un salvadanaio per la tua pensione futura. 

Quanto ti viene trattenuto? Nella maggior parte dei casi si tratta del 9,19% della retribuzione lorda, che può arrivare al 9,49% in alcuni casi (come per aziende di determinati settori con più di 15 dipendenti).

Nella tua busta paga troverai questa voce elencata come “contributi INPS” o simile, nella colonna delle trattenute.

 

2. L’IRPEF: il contributo per i servizi pubblici

La seconda grande trattenuta è l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche. Con questa trattenuta contribuisci a finanziare servizi pubblici come sanità, istruzione e trasporti.

Come si calcola? Prima di tutto si parte dal tuo reddito fiscale:

  • Reddito fiscale = Retribuzione lorda – contributi INPS del lavoratore

Su questo reddito si applicano aliquote progressive, con il metodo “a scaglioni”:

  •  23% fino a 2.333 euro mensili
  • 35% sulla parte eccedente, fino a 4.166,67 euro mensili
  • 43% sulla parte che supera i 4.166,67 euro

Facciamo un esempio pratico:

Su una retribuzione lorda di 3.000 euro:

  1. Togliamo i contributi INPS: 3.000 – 9,19% = 2.724,30 euro (reddito fiscale)
  2. Calcoliamo l’IRPEF:

   * Sui primi 2.333 euro → 23% = 536,59 euro

   * Sui restanti 391,30 euro (2.724,30 – 2.333) → 35% = 136,96 euro

   * IRPEF lorda totale: 536,59 + 136,96 = 673,55 euro

Da questo importo si sottraggono poi le detrazioni da lavoro dipendente (che variano in base al reddito), ottenendo così l’IRPEF netta.

 3. Le addizionali: il contributo al territorio

Non lo sapevi? Con la tua busta paga finanzi anche la tua regione e il tuo comune di residenza (quello dove risulti residente al 1° gennaio dell’anno).

Queste trattenute si chiamano addizionali regionale e comunale all’IRPEF e variano in base alla regione e al comune. Per conoscere le aliquote esatte puoi consultare il sito ufficiale del Dipartimento delle Finanze

Per calcolare quanto paghi, applica l’aliquota al tuo reddito fiscale e otterrai l’importo annuo dell’addizionale. Infine, dividilo per 11 mesi, perché l’addizionale viene trattenuta in 11 rate mensili.

Facciamo un esempio di calcolo dell’addizionale regionale

Reddito annuo: 20.000 €
Comune di residenza: Milano

Come per l’IRPEF, anche molte addizionali si calcolano con il sistema “a scaglioni” mentre altre addizionali prevedono la misura a percentuale fissa.

Addizionale regionale Lombardia (dati ipotetici per l’esempio):

  • Fino a 15.000 €: aliquota dell’1,23% → 15.000 € × 1,23% = 184,50 €
  • Da 15.001 € a 20.000 € (cioè 5.000 €): aliquota dell’1,58% → 5.000 € × 1,58% = 79,00 €

Totale addizionale regionale: 184,50 € + 79,00 € = 263,50 €

 

Trattenuta mensile: 263,50 € ÷ 11 = circa 23,95 € al mese, visibile in busta paga sotto la voce “addizionale regionale anno precedente” o simili.

Addizionale comunale

Si calcola allo stesso modo, in base alle aliquote stabilite dal comune di residenza. Anche questa viene trattenuta in 11 rate mensili e indicata in busta paga con la voce “addizionale comunale anno precedente”.

Perchè anno precedente?   Funziona così: nell’anno corrente paghi il saldo delle addizionali dell’anno precedente e inizi a pagare l’acconto per l’anno in corso.

Infatti, da marzo fino a novembre troverai una voce in più di addizionale che è l’acconto addizionale comunale, che consiste nel 30% dell’addizionale comunale calcolata (non sul reddito, ma sull’importo dell’addizionale comunale). 

Prova a fare tu il calcolo per il Comune di Milano. Ti lascio il link  Dipartimento Finanze – Addizionale comunale all’IRPEF – Risultato ricerca

 

Casi particolari da conoscere

1.Redditi bassi: Potresti essere esentato dalle addizionali regionali e/o comunali.

2.Non vedi la trattenuta IRPEF in busta paga? Probabilmente il tuo reddito annuo è inferiore a 8.500 euro e le detrazioni da lavoro dipendente azzerano completamente l’imposta.

3. Sei una lavoratrice madre con fino a 3 figli? Potresti avere diritto a una riduzione dei contributi previdenziali INPS.

4. Le aliquote delle addizionali regionali e comunali possono variare di anno in anno. 

Vuoi capire meglio le tue trattenute? Sono qui per aiutarti con una verifica personalizzata della tua busta paga e spiegarti come controllarla tu stesso!

A presto!

 

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