Come funziona il contratto a chiamata?

Last Updated: 27 Aprile 2025Tags: , ,

Il contratto a chiamata, conosciuto anche come “lavoro intermittente”, è una soluzione flessibile che può fare al caso tuo in determinate situazioni. Ti spiego in parole semplici come funziona e cosa devi sapere.

 

Principali caratteristiche

Questo contratto può essere sia a tempo determinato che indeterminato. La sua particolarità? L’orario di lavoro non è predefinito, perché serve proprio per coprire attività saltuarie e non programmate.

Nel contratto può essere previsto o meno l’obbligo di rispondere alla chiamata:

  • Se non c’è obbligo, puoi decidere liberamente se accettare o rifiutare, senza rischiare provvedimenti disciplinari.
  • Se c’è l’obbligo di risposta, il datore di lavoro deve pagarti un’indennità di disponibilità (almeno il 20% della retribuzione).

Attenzione: se l’orario viene programmato per più di 30 giorni, non si tratta più di un contratto a chiamata ma si avvicina alla definizione di contratto part-time. L’ideale è che la programmazione vari di settimana in settimana.

Un consiglio importante per evitare incomprensioni: assicurati che nel contratto sia specificato il preavviso per la chiamata. Per legge, il datore di lavoro deve avvisarti almeno un giorno prima (questo termine può essere aumentato ma non ridotto).

 

Chi può utilizzare questo contratto?

I settori dove viene usato più spesso sono ristorazione, turismo e pubblici esercizi. 

In questi ambiti, è possibile assumere lavoratori di qualsiasi età per mansioni come cameriere, banconiere, commis di sala o di cucina, senza il limite delle 400 giornate in un triennio.

Negli altri settori (ad esempio un’azienda metalmeccanica), il contratto a chiamata è riservato a:

  • Giovani fino a 24 anni (non compiuti)
  • Persone sopra i 55 anni

Se non rientri in queste fasce d’età, non puoi essere assunto con questa formula, a meno che il CCNL applicato dall’azienda non preveda specifiche eccezioni (cosa rara perchè poco regolamentato dalla contrattazione nazionale).

 

Diritti e retribuzione

Durante i periodi di lavoro, hai gli stessi diritti degli altri dipendenti con pari livello e mansione. Quando invece non vieni chiamato, non hai diritto ad alcuna retribuzione.

 

Maturi in base alle ore lavorate:

  • Ferie
  • Permessi
  • Tredicesima
  • Quattordicesima (se prevista dal CCNL)
  • TFR

 

Hai diritto:

  1. Straordinario (se superi il monte ore settimanale da contratto, es. 40 ore)
  2. Maggiorazione per lavoro festivo
  3. Festività goduta o non goduta.

Spesso, per semplicità, permessi, ferie, tredicesima e quattordicesima vengono pagati mensilmente in busta paga (tranne il TFR, che per legge non può essere liquidato mensilmente). Questo sistema semplifica la gestione, considerando che con questo tipo di contratto non si godono effettivamente periodi di ferie o permessi, lavorando solo quando necessario.

 

Contratto a chiamata e NASpI: cosa sapere

Se stai percependo la NASpI (l’indennità di disoccupazione) e ti viene proposto un contratto a chiamata, devi fare attenzione ad alcuni aspetti importanti.

In generale, quando accetti un contratto a chiamata mentre percepisci la NASpI, non perdi automaticamente il diritto all’indennità, ma questa viene sospesa o ridotta in base a quanto guadagni:

  • Nei giorni in cui lavori effettivamente con il contratto a chiamata, la NASpI viene sospesa. Tornerai a percepirla nei giorni in cui non sei chiamato a lavorare.
  • Se il reddito annuo derivante dal lavoro a chiamata non supera gli 8.000 euro, la NASpI viene ridotta in proporzione al reddito percepito (secondo la formula del “cumulo parziale”).

Ricorda che è obbligatorio comunicare all’INPS l’inizio di una nuova attività lavorativa entro 30 giorni, anche se si tratta di lavoro intermittente. Lo puoi fare tramite il sito dell’INPS o presso un patronato.

Un vantaggio del contratto a chiamata rispetto ad altri tipi di contratto è proprio la possibilità di mantenere parzialmente la NASpI nei periodi senza chiamate, permettendoti di avere una certa sicurezza economica anche nei periodi in cui non lavori.

Attenzione però: se il contratto a chiamata prevede l’indennità di disponibilità (quella che ricevi quando sei obbligato a rispondere alle chiamate), questa viene considerata come reddito e quindi può influire sull’importo della NASpI anche nei periodi in cui non lavori effettivamente.

 

Conclusione: i consigli dell’esperto

ecco alcuni consigli pratici se stai valutando un contratto a chiamata:

  • Tieni traccia delle ore lavorate per verificare che la busta paga sia corretta, specialmente per quanto riguarda straordinari e maggiorazioni e festività.
  • Controlla il CCNL applicato per capire se ci sono disposizioni specifiche per il lavoro intermittente nel tuo settore.
  • Chiedi chiarimenti sulla presenza o meno dell’obbligo di risposta alla chiamata e sull’eventuale indennità di disponibilità.
  • Se percepisci la NASpI, comunica tempestivamente all’INPS l’inizio dell’attività lavorativa intermittente per evitare di dover restituire somme percepite indebitamente.
  • Chiedi al datore di lavoro cosa succede al compimento dei tuoi 25 anni di età, perché l’ipotesi è quella di un licenziamento legittimo.
  • Valuta se ti conviene un contratto con o senza obbligo di risposta in base alla tua situazione personale, all’età e alle tue esigenze di flessibilità.

 

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